Giuseppe Salvarezza nato a Sarissola di Busalla il 1 giugno 1924. Alla fine del mese di agosto del 1943 fu arruolato nel Regio Esercito, ed entrò in servizio nel 1° Reggimento Alpini. Al momento della firma dell’armistizio dell’8 settembre si trovava in forza al Battaglione alpino “Pieve di Teco”. Per non prestare servizio nell’esercito della neocostituita Repubblica di Salò, si aggregò ad un gruppo di partigiani del chiavarese. Si mise in luce per il suo ardimento fino a diventare comandante. Rimase ucciso nel corso di un massiccio rastrellamento sul monte Bossola, guadagnandosi la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:
“Giovane ventenne, comandante di una brigata partigiana, di eccezionale ardimento, di fronte ad un improvviso attacco da parte di preponderanti forze nazifasciste lanciava la sua formazione in un audace contrattacco che salvava le sorti della giornata trasformando la situazione, inizialmente sfavorevole alle nostre armi, in rotta disordinata del nemico. Ferito mortalmente alla fronte e al cuore incitava i suoi uomini a proseguire nell’impeto della lotta ed esalava lo spirito indomito per assurgere nel cielo degli Eroi, unanimemente pianto dalle popolazioni che videro il suo estremo sacrificio. Monte Bossola d’Alessandria, 15 dicembre 1944.”
