
Presso il cimitero del paese dell’entroterra savonese di Calizzano c’è un vero e proprio complesso monumentale dedicato agli Alpini e a chi non è tornato “a baita” dalle steppe russe. Non un semplice monumento perciò, ma un insieme di testimonianze e di memoria.
L’accesso a questa area è caratterizzato da un portale con la scritta “ESSI NON SONO TORNATI MA SONO QUI CON NOI” che da accesso ad un viale sterrato il “Viale degli Alpini” che porta al cospetto dell’area monumentale vera e propria. Un grande aquila di bronzo con le ali spiegate è collocata su un obelisco in muratura, sulla cui parte anteriore è collocato un bassorilievo con diverse figure di alpini e muli.

Alla base dell’obelisco, in posizione leggermente rialzata, un grosso braciere dipinto con i colori della nostra bandiera, sul davanti una scritta “AGLI ALPINI CADUTI” ad imperitura memoria di chi ha offerto alla patria il sacrificio estremo della vita e una croce con a fianco la scritta “PRESENTE”.
Più in basso gli stemmi delle tre divisioni alpine che hanno partecipato alla campagna di Russia: Cuneense, Julia e Tridentina. Completa il tutto il pennone con il tricolore e leggermente spostato sulla destra la statua di un Alpino.

Il 28 gennaio del 1943, i resti della Divisione Alpina Cuneense, non senza aver provato a resistere combattendo, si arrendeva ai russi e cessava di esistere come grande unità del Regio Esercito, entrando nel mito, nell’immaginario collettivo come la “Divisione Martire” in forza del fatto che dei circa 16.500 Alpini partiti solo 1.300 tornarono in Italia, alcuni dopo anche 8 anni di prigionia, come il comandante, il Gen Emilio Battisti.
Ogni 28 gennaio, il complesso monumentale di Calizzano ospita la cerimonia finale della commemorazione di quell’evento organizzato dal locale Gruppo Alpini.
