Eh si!!! Perché ora, qualcuno dirà finalmente, siamo arrivati al momento dei lavori. L’idea di realizzare, anche a Cogoleto, un monumento per onorare e ricordare gli Alpini, risale ormai a 7 anni fa. Nel 2018 infatti, abbiamo avuto i primi colloqui con l’amministrazione comunale, in cui il gruppo manifestava all’allora sindaco Dott. Mauro Cavelli, la volontà di erigere un monumento “All’Alpino” nel nostro paese.
Dopo un breve periodo di titubanza, da parte del massimo esponente comunale, la quadra viene trovata, e a giugno 2019 viene approvata in giunta comunale, una deliberazione di parere favorevole alla costruzione di addirittura due monumenti: uno a Cogoleto e uno a Sciarborasca. Per la presentazione dei permessi ci affidiamo ad un amico, il Geom. Davide Mascaro. Senza indugi prepara sia la richiesta di permesso edilizio presso gli uffici comunali che la richiesta di autorizzazione paesistico ambientale presso la Soprintendenza all’archeologia, belle arti e paesaggio competente.
Il 2019 finisce mentre siamo in attesa delle risposte alle nostre pratiche, ma nel frattempo scoppia niente meno che una pandemia globale. Il COVID19 causa molto dolore in tutto il mondo e anche in Italia, dove falcidia la fascia di popolazione più anziana, colpendo anche tanti dei nostri “Veci”. Tutto si ferma, si cristallizza, giustamente i permessi per i monumenti passano in secondo piano.
In mezzo a questa situazione di difficoltà, trapelano voci che, in comune, la risposta della soprintendenza sia arrivata. Nell’attesa di tempi migliori e di poter ritirare i permessi, pensando che sia tutto a posto, pianifichiamo già come organizzare i lavori di costruzione. A fine novembre 2019, infatti, con un colpo di mano presso la cava “Eredi di Silvestri Silvestro” sita nella frazione di Verezzo del comune di Sanremo (IM) acquistiamo due pietre in “Arenaria granitica”, materiale dalle caratteristiche uniche di resistenza al tempo e alle condizioni meteo, e le ricoveriamo presso il magazzino di materiali edili Patrone Angelo & C. da tutti conosciuto come “Gino cementi”.
Alla fine quando ritiriamo in comune la risposta della soprintendenza, la sorpresa è di quelle poco piacevoli. Passiamo dal pensare di essere a posto, al dover rifare tutto da capo, e siamo ormai nell’anno 2021 inoltrato. La soprintendenza ci chiede delle ulteriori informazioni, in gergo tecnico delle integrazioni alla nostra richiesta. La pratica per la costruzione di un monumento, infatti ha un iter diverso, in quanto regolata da un legge diversa e può essere redatta e presentata solo da un architetto.
Per cui il Geom. Davide Mascaro, che ci ha aiutato fino a quel punto, non può più farlo. Dobbiamo trovare ed affidarci ad una persona laureata in architettura. Ci guardiamo intorno e rimanendo nell’ambito delle conoscenze interne al nostro gruppo, chiediamo all’architetto Stefania Vernazza, figlia del socio alpino Felice, di seguire le pratiche e lei, con nostra grande gioia, si rende disponibile. Cominciano così, una serie di colloqui con gli uffici preposti del Comune di Cogoleto e con il nuovo sindaco Dott. Paolo Bruzzone, subentrato nel 2020, che ci conferma il pieno appoggio e la collaborazione per arrivare ad una felice conclusione dell’iter autorizzativo.
L’arch. Stefania Vernazza contatta anche la soprintendenza per concordare le modalità di presentazione delle richieste di autorizzazione. Alla fine, viene concordato di istruire una pratica ex-novo, unica per tutti e due i monumenti. Viene preparata con molta accuratezza da Stefania ed inoltrata agli uffici competenti, in tutto questo il tempo scorre inesorabile e anche l’anno 2022 termina, senza che noi si possa anche solo intravedere un bagliore di luce in fondo a questo tunnel fatto di burocrazia. Il nuovo anno porta con se solo attesa, dopodiché la risposta che arriva come al solito è una doccia fredda.
Sembra infatti che la semplice frase che abbiamo deciso di mettere sui monumenti, in gergo tecnico chiamata “iscrizione”, poco importi se è semplice, ma vada autorizzata da un ufficio apposito della questura, e intanto il tempo passa. Per tutto questo, si rende inoltre necessaria, una nuova deliberazione di “Giunta Comunale” da allegare alla richiesta in questura. Il comune anche in maniera celere provvede e Stefania invia tutto, ma non va ancora bene. Altra richiesta di integrazione della soprintendenza che vuole ricevere la documentazione direttamente dal comune, per cui altro tempo che passa, finisce il 2023 ed inizia il 2024.
Finalmente ad aprile e precisamente il 17, arriva la risposta definitiva della soprintendenza che dà il suo parere favorevole alla posa e costruzione dei due monumenti. Ormai si avvicina l’estate 2024 e pensare di iniziare i lavori con la stagione turistico balneare in corso non è pensabile, in più per la costruzione, siamo legati alla disponibilità del socio aggregato Giampiero Calcagno per gli amici “Talò” che si è reso disponibile per la realizzazione della parte edilizia, lui che è del mestiere. Aspettiamo perciò la fine dell’estate. Ad ottobre però Talò non è libero, è già impegnato con altri cantieri aperti perciò dobbiamo pazientare ancora un po’, ma non è un problema, ormai dopo cinque anni di attesa cosa volete che siano due o tre mesi.
Ed eccoci finalmente a gennaio di quest’anno, tutti i tasselli del puzzle vanno a posto e la sospirata costruzione del monumento presso i Giardini sul Lungomare G. Govi può iniziare. Il 13 gennaio ci troviamo per tracciare l’area dove sorgerà il manufatto e far trovare a Luca Torrello, figlio del socio aggregato Anselmo Torrello e nipote di Talò tutto pronto. Il giorno dopo, 14 gennaio, Luca come promesso viene e con lo scavatore comincia lo scavo, grazie alla sua grande esperienza e abilità, si accorge della presenza di alcuni tubi interrati nell’aiuola. Si tratta di tubazioni per l’irrigazione, perciò di proprietà comunale, allora il giorno seguente contattiamo il sindaco per vedere il da farsi, un tubo in particolare attraversa proprio il centro dello scavo che deve ospitare la base del monumento.
Alla fine ci mettiamo d’accordo, lo spostamento del tubo lo facciamo noi in autonomia, poi il tecnico comunale fatte le doverose verifiche sulla qualità del lavoro, ci darà l’OK per continuare coi lavori. Il rischio era di dover spostare il monumento, ma va tutto bene, il 4 febbraio facciamo il lavoro il tecnico in serata ci conferma che è stato fatto a regola d’arte, possiamo proseguire con i lavori. Il 14 febbraio “San Valentino” alternativo, Talò è disponibile proprio quel giorno, e ci ritroviamo per armare e effettuare la gettata della base del monumento. Di buon mattino si comincia e nell’arco della mattinata il lavoro viene eseguito, grazie a Talò ai suoi due operai e ai nostri Gianni Rossi e Nicolino Rossi.
Lunedì 17 febbraio Gianni e Nicolino vanno a disarmare, il cemento è ormai asciutto, riempiono anche di terra la parte rimanente dello scavo. Due giorni dopo, il 19 febbraio, effettuiamo la messa in opera della pietra, quella che rappresenta il cuore del monumento, che verrà poi rifinita con l’aquila, la targa con l’iscrizione e la penna. Per l’operazione viene interpellato Luciano che ha il camion con la gru, le pietre vengono recuperate dal luogo dove sono custodite la sera prima. Al mattino solito appuntamento al mattino presto, quando arrivo la pietra è già imbragata. Nella parte inferiore della pietra, in due buchi preparati direttamente in cava, sono fissati due perni con il “chimico” vengono prese le misure e fatti due buchi corrispondenti nella base.
Ora la pietra può essere calata nella sede predisposta. Viene messa in bolla e viene riempito lo spazio rimasto col cemento. Alla fine del lavoro la gioia e l’emozione sono grandi, con la pietra in posizione il monumento si avvicina alla sua forma definitiva, per festeggiare degnamente non può mancare un brindisi e una foto ricordo in cui Talò si sostituisce all’aquila di prossima installazione. Giovedì 27 febbraio invece, sempre con il buon Giampiero “Talò”, viene rifinita la base del monumento con la “Pietra di Luserna” una finitura “faccia a vista”.
Al mattino Nicolino e Gianni vanno a caricare la pietra, il cemento e la sabbia dal magazzino di materiali edili di “Gino cementi”. Anche in questo caso a fine mattinata il lavoro è finito. Nei giorni successivi, Gianni Rossi si dedica al restauro dei quattro paletti che andranno collocati vicino ai quattro angoli del monumento e che uniti da quattro catene formeranno la recinzione del monumento. In un weekend sono pronti. Contemporaneamente è in lavorazione la carpenteria per fissare l’aquila a cui sono già stati praticati i fori alla base per il fissaggio su una staffa in acciaio inox. Il 6 marzo ci vediamo di buon’ora al monumento per preparare i quattro plinti per i paletti, vengono gettati e predisposti per murare i paletti una volta asciugato il cemento.
Gallerie fotografiche complete:
Tracciatura area Scavo per basamento Spostamento tubo irrigazione Gettata basamento Posa della pietra Montaggio staffa
