9 Settembre 2026

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La celebrazione della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri, rappresenta uno dei momenti più solenni e identitari per l’Istituzione. Ogni anno, il 21 novembre, i Carabinieri di ogni grado, insieme alle loro famiglie e ai cittadini, rendono omaggio alla figura della Vergine Maria nella speciale invocazione di “Virgo Fidelis”, simbolo di assoluta dedizione, lealtà e spirito di servizio.

La scelta della Vergine come patrona dell’Arma ha radici profonde e legate al significato stesso della missione del Carabiniere. Nel secondo dopoguerra, mentre il Paese cercava di ricostruire le proprie istituzioni morali e civili, l’Arma manifestò il desiderio di affidarsi a una figura spirituale che ne rappresentasse i valori.

Fu così che nel 1949 l’Ordinariato Militare avanzò al Vaticano la proposta di designare la Vergine Maria come patrona dell’Arma, sotto il titolo di Virgo Fidelis. Il processo di proclamazione si svolse in più passaggi. La richiesta ufficiale venne sottoposta a Papa Pio XII, che aveva una particolare sensibilità verso i corpi militari e i loro compiti di tutela della collettività.

Il 24 ottobre 1949 il Pontefice accolse la domanda, riconoscendo la Vergine come patrona dei Carabinieri e legando esplicitamente il titolo “Virgo Fidelis” al motto araldico dell’Arma: “Nei Secoli Fedele”. Secondo il Papa, nessun appellativo avrebbe rispecchiato meglio l’essenza morale del Carabiniere, chiamato a un servizio fedele, discreto e talvolta sacrificato ben oltre il limite dell’obbligo professionale.

Non meno importante fu la scelta della data della ricorrenza, fissata al 21 novembre. Nel calendario liturgico cattolico, quel giorno coincide con la festa della Presentazione di Maria al Tempio, celebrazione che richiama la totale consacrazione della Vergine, offerta interamente a Dio fin dalla sua giovinezza.

La scelta fu ritenuta particolarmente simbolica per i Carabinieri, il cui giuramento richiama un impegno radicale e duraturo a servizio dello Stato e dei cittadini. Ma il 21 novembre assunse un valore ancora più profondo quando venne associato alla memoria di un episodio di eroismo che segnò per sempre la storia dell’Arma: la battaglia di Culqualber.

Nell’autunno del 1941, durante la campagna d’Etiopia della Seconda guerra mondiale, un battaglione di Carabinieri, insieme a reparti coloniali e soldati italiani, ricevette l’ordine di difendere il passo di Culqualber, un punto strategico che permetteva alle forze britanniche di penetrare verso Gondar, l’ultima roccaforte italiana in Africa Orientale.

La posizione era difficile, isolata e logorata dalla mancanza di rifornimenti. Nonostante l’enorme disparità di mezzi e uomini, i Carabinieri resistettero strenuamente per mesi. Il 21 novembre 1941, le truppe britanniche sferrarono l’attacco decisivo. La battaglia fu durissima: i difensori combatterono fino all’ultimo proiettile e, quando le munizioni si esaurirono, corpo a corpo pur di mantenere la posizione.

La resistenza disperata ma valorosa colpì profondamente anche gli stessi avversari, che riconobbero il coraggio e la tenacia dei Carabinieri. L’azione eroica costò la vita alla maggior parte dei difensori, ma lasciò un segno indelebile. Per quell’atto collettivo di straordinario valore, all’Arma dei Carabinieri fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare, onorificenza unica nel suo genere perché attribuita a un intero Corpo.

Alla luce di questa tragedia eroica, il 21 novembre divenne non solo una ricorrenza religiosa, ma anche un giorno di memoria e riconoscenza, in cui spiritualità e storia si intrecciano in modo inscindibile. Oggi la celebrazione della Virgo Fidelis rappresenta un momento di unità e identità per tutto il personale dell’Arma.

Le cerimonie, nelle caserme e nelle chiese d’Italia, ricordano i caduti nell’adempimento del dovere, ma anche il legame profondo tra la missione del Carabiniere e i valori incarnati dalla Vergine: fedeltà, coraggio, dedizione e protezione dei più deboli.

In questa ricorrenza, l’Arma rinnova il suo impegno a essere, come recita il motto, “fedele nei secoli”, mantenendo vivido il ricordo di Culqualber e continuando a interpretare nel presente l’eredità morale di chi ha servito fino all’estremo sacrificio.

Come ogni anno abbiamo avuto l’onore di essere invitati alla celebrazione, abbiamo partecipato con il nostro gagliardetto alla Santa Messa nella chiesa parrocchiale S.S. Nazario e Celso di Arenzano, officiata da Monsignor Giorgio Noli e al rinfresco che è seguito nei locali della canonica.

 

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