IL CUORE DEGLI ALPINI BATTE A GEMONA: IL TRIVENETO SI STRINGE NEL RICORDO DEL 1976

Il fine settimana del 26, 27 e 28 giugno 2026 rimarrà impresso a lungo nella memoria collettiva di Gemona del Friuli e dell’intera grande famiglia delle Penne Nere. Il Raduno degli Alpini del Triveneto non è stato soltanto un momento di festa, di canti e di ritrovata convivialità, ma si è trasformato in un monumentale tributo alla memoria, alla solidarietà e alla straordinaria capacità di rinascita di un popolo.
La scelta di assegnare l’organizzazione di questo importante evento alla Sezione ANA di Gemona non è stata affatto casuale: ha voluto infatti coincidere con il solenne e profondo anniversario del cinquantesimo anno dal devastante terremoto che nel 1976 mise in ginocchio il Friuli, distruggendo interi paesi ma non lo spirito dei suoi abitanti.
E in quella grandiosa opera di ricostruzione che divenne nota in tutto il mondo come il “Modello Friuli”, gli Alpini scrissero una delle pagine più nobili, commoventi e storiche dell’intera vita associativa dell’ANA. Anche gli alpini liguri risposero con entusiasmo alla chiamata che la nostra associazione diramò all’indomani del sisma.

La Sezione ANA di Genova si organizzò molto velocemente e fu destinata a lavorare nel cantiere numero 8 di Osoppo. Gli 81 volontari genovesi, lasciate le proprie occupazioni e le proprie famiglie, risalirono la penisola per portare braccia, cuore e competenze laddove regnavano solo macerie e disperazione. Il cantiere numero 8 di Osoppo fu diretto dall’ingegnere e Alpino genovese Renzo Less, che poi successivamente diventò anche presidente sezionale. In quel cantiere, tra polvere, fatica e sudore, nacque un legame indissolubile tra la gente di Liguria e quella del Friuli.
Ieri come oggi, quel filo invisibile ma d’acciaio non si è mai spezzato, e il raduno di Gemona del 2026 ha rappresentato l’occasione perfetta per tributare il giusto onore a quel gigantesco sforzo collettivo. Il momento culminante della manifestazione si è vissuto, come da tradizione, durante la grandiosa sfilata di domenica 28 giugno. Le strade di Gemona, addobbate a festa con migliaia di bandiere tricolori, sono state invase da un fiume pacifico e fiero di Penne Nere, accompagnato dal passo cadenzato delle fanfare e dagli applausi scroscianti di una folla straboccante ed emozionata.

Il Vessillo della Sezione di Genova, scortato dal presidente Pansini, ha sfilato nel blocco celebrativo del Cantiere 8 di Osoppo. A rendere la giornata ancor più storica e memorabile è stata la straordinaria presenza delle massime autorità dello Stato. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto essere presente di persona alla sfilata domenicale, sedendo in tribuna d’onore e testimoniando con la sua figura la profonda gratitudine che l’intera nazione nutre nei confronti dell’Associazione Nazionale Alpini.
Proprio sul palco delle autorità, prima del passaggio dei reparti, si è svolto un protocollo istituzionale di altissimo valore emotivo e simbolico. La Premier Meloni ha consegnato ufficialmente nelle mani del Presidente Nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero, l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, il massimo grado dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, un riconoscimento al suo impegno odierno nelle Penne Nere.
Gemona del Friuli ha così salutato il Triveneto e l’Italia intera con un messaggio chiaro, forte e duraturo: la memoria non è un semplice esercizio di nostalgia, ma il motore immobile che spinge gli Alpini a esserci sempre, ieri nelle tragedie del terremoto, oggi nelle piazze a fare comunità, domani ovunque ci sia bisogno di una mano tesa e di un cappello con la penna nera a garantire sicurezza e solidarietà.
